CI SIAMO TRASFERITI SU / WE MOVED TO
WWW.SCUOLACAMPANARIAVERONA.IT
https://www.ourboox.com/bp/1710287/
A Verona, crocevia delle vie cardinali di comunicazione, l'arte campanaria esiste almeno dal VII° secolo e da allora la città ha rappresentato un'importante punto di riferimento nel mondo delle campane. Questo sia per numero e mole delle realizzazioni nel corso dei secoli che per l'indiscusso pregio acustico ed artistico dei bronzi locali, prodotti da una cinquantina di dinastie succedutesi negli anni. Quasi a complemento di ciò, nei secoli hanno coesistito diverse tecniche di suono delle campane, dal carillon (in gergo “campanò”), ai rintocchi ordinati, per finire al sistema veronese. Quest'ultimo, sviluppatosi nel XVIII secolo presso la chiesa di San Giorgio in Braida, è l'unico metodo al mondo che permette di eseguire vera e propria musica mediante opportune rotazioni dei bronzi e viene tutt'oggi praticato nell'intera diocesi.
In Verona, main cross of the continental ancient ways, records about tower and bells date back to the VII century. Since that time, the city was renowned for the amount and dimension of realizations and the sounding and decorative quality of the products. More than 50 bellfounder's dinasties operated in the city. This situation created the condition for the diffusion of different bellringing styles: from the chimes, to the full circle ringing. This last one, developed in the XVIII century in the church of San Giorgio, is the only existing one which can produce conventional music on rotating bells.
esistono almeno dal VII° secolo e da allora la città ha rappresentato un'importante punto di
riferimento nel mondo dell'arte campanaria europea. Questo sia per numero, mole, pregio acustico
ed artistico dei bronzi locali prodotti da una cinquantina di dinastie di artigiani scaligeri succedutesi
negli anni sia per le peculiari tecniche di suono che hanno visto i natali proprio qui da noi. La più
antica è senza dubbio il carillon (in gergo "campanò"), poi evolutosi nella "veneziana" che
consisteva nel suonare i bronzi a distesa ma ordinandone i rintocchi in maniera ascendente o
discendente, per finire al sistema di suono "alla veronese". La campana in bronzo più antica di tutta
la cristianità (risalente al IX secolo) è proprio qui a Verona ed è esposta nella cripta della basilica di
San Zeno, ancora perfettamente funzionante. Altro pezzo d'eccezione è la grande campana per la
torre del Gardello, il primo orologio a rintocchi d'Europa. Fusa dal veronese Jacopo nel 1370 è oggi
esposta al museo di Castelvecchio. A partire dal XVI secolo delle vere e proprie dinastie di artigiani
fondarono la scuola fusoria veronese. Principali esponenti di questa corrente furono i Bonaventurini
che, nel 1557, fusero la monumentale campana civica di Verona ancora oggi funzionante sulla Torre
dei Lamberti e Bartolomeo Pesenti, maestro indiscusso per tutto il XVII secolo. Dalla metà del '700
si impose a Verona la scuola fusoria emiliano-lombarda ad opera dei fonditori Crespi (artefice delle
campane di San Fermo nel 1755) e Giuseppe Ruffini i cui allievi, Partilora-Selegari, Cavadini e
Chiappani, lavorarono a Verona durante i periodi successivi.
STORIA DEI CAMPANARI
Il sistema di suono "alla veronese" nasce in un periodo compreso tra il 1776 ed il 1791 grazie
all'ingegnosa creatività di alcuni ortolani residenti nella periferia occidentale della città che, dopo
essersi limitati al servizio presso il campanile di San Giorgio in Braida, prendono pian piano
possesso di tutta la città. Altre società campanarie cittadine: (Santa Trinità, Chievo, Molinari, Santa
Maria in Organo, Cattedrale, S. Giovanni in Valle, S. Nazaro, S. Massimo, Filippini, Santa Maria
della Scala, S. Fermo, S. Eufemia, S. Tomaso, S. Stefano - Audace, S. Toscana, S. Paolo, S.
Apostoli, Borgo Nuovo - Villaggio Dall'Oca Bianca, Stimate) si sono formate ad imitazione della
San Giorgio ma poi fuse con essa. Quella antica formazione, nonostante numerose divisioni,
alleanze, riappacificazioni, soprattutto ai tempi dei leggendari Maestri Pietro Sancassani (1881-
1972) e Mario Carregari (1911-1997) è ancora attiva anche se ha variato il suo nome prima in
"Società campanaria di San Giorgio cum sede Sant'Anastasia", poi in "Scuola campanaria Verona".
Ricostruirne la storia è facile dato che nell'archivio di squadra si possono consultare gli scritti dei
campanari don Germano Alberti per gli anni che vanno dalle origini del sistema veronese ai primi
del'800, di Modesto Cainer e Luigi Gardoni fino al 1850 e di Pietro Sancassani e Mario Carregati
per il periodo che partendo dal 1890 arriva alla storia contemporanea. (Per ulteriori approfondimenti
si veda https://www.scuolacampanariaverona.it/maestri). Tutto questo materiale, è stato integrato
dalle testimonianze orali delle antiche famiglie di campanari Cona, Sabaini, Martini, Peroni,
Morbioli e Cobelli e degli ultimi esponenti delle fonderie veronesi Luigi Cavadini e Mario Partilora
raccolte medieante interviste dirette da Nicola Patria (presidente del gruppo cittadino dal 2010 al
2018) ed è stato raccolto in un libro intitolato "Il Segno" edito nel 2017 e consultabile presso la
Biblioteca Civica di Verona.
FONDITORI
Gisilmerio: fonde campane e formelle per San Zeno Maggiore nei secc XI-XII
Oliviero: fonde una campana nel 1172 per San Salvar Corte Regia (poi sostituita da un complesso
fuso da Pietro Partilora nel 1817 e costituito da 5 campane in Sol3).
Jacopo: fonde la grande campana per la torre del Gardello nel 1370
Zanfrancesco da Legnago: fonde il Rengo per la Torre dei Lamberti nel 1394
Jean De Colmar - Pierre de Treves: fondono le campane di San Zeno Maggiore nel 1423
La famiglia Zeno - Checcherle, allievi di Michel francese: Antonio Zeno fonde nel 1480 il
campanone di Santa Anastasia, nel 1498 Orlando Checcherle fonde una delle campane di San Zeno.
Famiglia Bonaventurini: l'opera più famosa è il Rengo, di 4215 kg, fuso nel 1557 ed ancora
funzionante sulla torre civica di Verona
Famiglia Da Levo - Potier: fonde molte prestigiose opere tra cui la campana del 1677 per San
Giovanni in Foro.
Famiglia Quarturoni (Quartironi) dai Reloi: fondono campane per Beccacivetta di Coriano nel XVI
e XVII secolo.
Bartolomeo Pesenti: fonde le campane di San Nicolo all'Arena nel 1682
Famiglie associate De Rossi, Poni, Micheletti, De Balini: fondono nel 1703 la campana per Santa
Caterina alla Ruota in Verona.
Giuseppe Antonio Larducci: fonde nel 1777 la grande campana per Santa Lucia in S. Elisabetta a
Verona.
Famiglia Crespi: fonde nel 1755 le campane per San Fermo Maggiore.
Giuseppe Ruffini ed eredi Partilora & Selegari: fondono molti complessi nel veronese come San
Giorgio in Braida nel 1776, Santi Apostoli nel 1817 e Stimmate nel 1833. Sono considerati fra i
migliori campanaii del loro tempo.
Famiglia Chiappani: allievi di Ruffini, fondono nel 1839 le campane per Santa Maria in Organo.
Famiglia Cavadini della "Bernarda": il capostipite Pietro, coi figli Francesco e Luigi, il nipote
Achille poi il figlio di costui Ettore ed il di lui erede Luigi II, fondono dal 1792 al 1974 la quasi
totalità delle campane della diocesi di Verona, tra cui i prestigiosi complessi di San Giovanni in
Valle (1846), San Nazaro (1849), Santa Anastasia (1839), San Nicolò all'Arena (1930), Cattedrale
(1931) e Palazzina (1958).
Cavadini Giovanni: figlio ribelle ed autonomo apre attività propria e fonde le campane per la Torre
dei Lamberti nel 1833, il suo discendente diretto Raffaello Mazzi, è stato attivo come cultore
dell'arte campanaria nella Scuola campanaria Verona.
TORRI CAMPANARIE NELL'AREALE IN CUI OPERA ALLA SCUOLA CAMPANARIA
VERONA
San Zeno Maggiore: la torre dei secoli XI-XII ospita un complesso di 4 campane montate a slancio
su armamenti lignei. La maggiore emette la nota Sol3, pesa kg 975 ed è larga 113 cm. I due bronzi
maggiori, opera di Jean Calmard, risalgono agli anni: 1423, la terza del 1498 è opera di Orlando
Checcherle e la piccola è di Crespi del 1755. Sono andate perdute due campane dei secoli XI-XII,
mentre è ancora conservata la campana "dei temporali" (secc. VIII-X) che è una delle campane fuse
in bronzo ancora integre più antiche di tutta la cristianità.
Santa Maria Antica alle Arche Scaligere: la torre del sec. XII ospita un complesso di tre campane
montate a sistema veronese ancestrale su armamenti ligneri. La maggiore, fusa da Bartolomeo
Pesenti nel 1680 emette la nota Mib4, pesa circa 105 kg ed è larga 57 cm.
S. Maria in Organo: torre dei secoli I-XVI in stile bizantino progettata da fra Giovanni da Verona,
che sorge su un antico organum segnatempo romano ed ospita un concerto di 6 campane in Mi3. La
maggiore pesa kg 690 ed è larga 108 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1899. Già nel 1534 vi
erano 5 campane in scala musicale: uno dei primi prototipi di questi complessi in tutta la penisola.
Vari rifacimenti ebbero luogo nei secoli successivi ad opera dei fonditori Pesenti (XVII sec.), De
Rossi, Poni e Micheletti (secc. XVIII). Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di
S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo
complesso fu Luigi Gardoni (n. 1793).
S. Fermo Maggiore: torre dei secoli XI-XIV che ospita un concerto di 6 campane in Fa3. Lamaggiore pesa kg 710 ed è larga 108 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Crespi nel 1755
in sostituzione di precedenti campane medievali. Presente un gruppo campanario poi incorporato in
quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona).
S. Giorgio in Braida: la torre sanmicheliana del secolo XVI ospita un concerto di 9 campane più
semitono in Fa#3. La maggiore pesa kg 610 ed è larga 100 cm. Complesso di particolare pregio
fuso da Ruffini (con aggiunta una sesta campana ad opera di Chiappani) nel 1776 in sostituzione dei
precedenti bronzi rinascimentali parzialmente rifatti dal fonditore Larducci nel XVIII secolo. Per la
storia della locale società campanaria si veda Sant'Anastasia.
SS. Trinità: torre dei secoli XI-XII che ospita un concerto di 6 campane in Fa3 (Fa#3 calante). La
maggiore pesa kg 575 ed è larga 100 cm. Complesso originario fuso da Partilora nel 1803 in
sostituzione del precedente bronzo. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S.
Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo complesso
fu Germano Alberti (n. 1888).
S. Antonio Abate - Chievo: torre del secolo XX che ospita un concerto di 10 campane in Re3. La
maggiore pesa kg 1002 ed è larga 122 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1892 in sostituzione
del precedente di Partilora del 1808, il campanone da Colbachini Bassano. Presente un gruppo
campanario da sempre incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria
Verona).
Cattedrale: torre dei secoli XI-XX che ospita un concerto di 11 campane in Lab2 (La2 calante). La
maggiore pesa kg 4566 ed è larga 189 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel
1931 in sostituzione del precedente di metà ottocento. In torre funziona ancora la vecchia campana
fusa da Maestro Jacopo nel 1384. Il concerto è il più grande al mondo suonabile a sistema veronese.
Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola
campanaria Verona). Valenti maestri in questo complesso furono Giuseppe Maggio (n. 1866), Luigi
Accordini (n. 1913).
S. Anastasia: torre del secolo XV che ospita un concerto di 9 campane in Do3. La maggiore pesa kg
1787 ed è larga 143 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1839. Le prime
campane di cui si ha notizia, risalenti al XV secolo, erano in accordo di Re minore, approntate dai
fonditori Gasparino ed Antonio Zeno. La campana grande venne rifusa più volte ad opera dei
fonditori Da Levo e Pesenti nel XVII secolo. Valenti campanari in questo complesso furono:
Giacomo Milossi (n. 1810), Giuseppe Erbisti (n. 1818), Giacomo Tomasini (n. 1847), Giuseppe
Peroni (n. 1864), Ottavio Ledro (n. 1878), Pietro Sancassani (n. 1881), Emilio Sabaini (n. 1898),
Mario Carregari (n. 1911). Da ricordare le grandi dinastie di suonatori: Capra, Cobelli, Cona, Peroni
e Morbioli. La locale squadra campanaria era conosciuta dal 1776 con il nome di "Società
campanaria di San Giorgio in Braida", nel 1929 variò il titolo in "Società campanaria di Santa
Anastasia" e nel 2010 assunse la definitiva dicitura di "Scuola campanaria Verona".
S. Apostoli: la torre dei secoli X-XII, la più antica della città, ospita un concerto di 6 campane in
Lab3. La maggiore pesa kg 410 ed è larga 89 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Partilora
nel 1817 in sostituzione dei precedenti bronzi barocchi ruffiniani. Presente un gruppo campanario
diretto dal M° Albino Oliboni, poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola
campanaria Verona).
S. Stefano: torre del secolo XII che ospita un concerto di 6 campane in Fa#3. La maggiore pesa kg
501 ed è larga 97 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1896 in sostituzione del precedente di
Partilora del 1817. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S.
Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valenti campanari in questo complesso furonoGiannantonio Vincenzi (n. 1755), Carlo Signorato (n. 1906).
S. Salvàr Corte Regia: la torre, demolita nella prima metà del '1800, era del secolo XII ed ospitava
un concerto di 5 campane in Sol3, fuse dalla ditta Partilora nel 1817, in sostituzione di un
precedente bronzo risalente al 1172. Allo smantellamento del campanile i bronzi vennero ceduti alla
chiesa di San Pietro di Morubio (in provincia di Verona).
S. Tomaso Cantuariense: torre dei secoli XII-XV che ospita un concerto di 10 campane in Reb3
(Re3 calante). La maggiore pesa kg 1383 ed è larga 133 cm. Complesso di particolare pregio fuso
da Cavadini L. nel 1930 in sostituzione del precedente della prima metà del XIX secolo. Presente un
gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria
Verona).
S. Lorenzo Martire: la torre dei secoli XII-XV ospita un concerto di 5 campane in Sib3. La
maggiore pesa kg 260 ed è larga 76 cm. Complesso fuso da Selegari nel 1830 in sostituzione di due
precedenti bronzi.
S. Francesco alle Stimate: la torre del secolo XIX ospita un concerto di 6 campane in Sol3. La
maggiore pesa kg 480 ed è larga 94 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Selegari nel 1833,
è armato con contrappesi e ruote lignei. Presente un gruppo campanario estinto. Valente campanaro
in questo complesso fu Modesto Cainer (n. 1798).
Torre dei Lamberti: torre dei secoli XI-XVI che ospita un concerto di 4 campane in La2 (Sib2
calante). La maggiore pesa kg 4215 ed è larga 183 cm. Companone fuso da Bonaventurini nel 1557
e le altre da Cavadini G. nel 1833 in sostituzione delle precedenti dei Da Levo (sec. XVII).
Complesso di particolare pregio presso cui prestava servizio il gruppo campanari di S. Giorgio in S.
Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona).
S. Maria del Paradiso: la torre del XVI secolo ospita un concerto di 6 campane in La3. La maggiore
pesa kg 306 ed è larga 82 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1898 per
l'esposizione internazionale di Torino, in sostituzione dei precedenti bronzi degli anni '30 del XIX
secolo.
S. Massimo: torre del secolo XIX, progettata dal Trezza, che ospita un concerto di 11 campane in
Do3. La maggiore pesa kg 1547 ed è larga 140 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1869 in
sostituzione del precedente di Partilora del 1840. Presente un gruppo campanario poi incorporato in
quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo
complesso fu Giuseppe Biondani (n. 1880).
S. Giovanni in Valle: torre dei secoli XI-XVI che ospita un concerto di 6 campane in Fa3. La
maggiore pesa kg 644 ed è larga 105 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel
1846 in sostituzione delle precedenti campane barocche. Presente un gruppo campanario guidato
dal maestro Gaetano Gaspari e poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola
campanaria Verona).
S. Nazaro e Celso: torre in stile veneziano dei secoli XII-XVI progettata da Francesco da Castello,
che ospita un concerto di 6 campane in Re3. La maggiore pesa kg 1135 ed è larga 127 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1849 in sostituzione delle precedenti
campane rinascimentali. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in
S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo complesso fu
Francesco Menegardi (n. 1863).S. Paolo in Campo Marzio: la torre del secolo XIII ospita un concerto di 6 campane in Sol3. La
maggiore pesa kg 516 ed è larga 94 cm. Complesso di particolare pregio fuso da De Poli Tv nel
1987 in sostituzione del precedente di metà del XIX secolo. Presente un gruppo campanario poi
incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona).
S. Luca Evangelista:la torre dei secoli XII-XVII ospita un concerto di 6 campane in Lab3. La
maggiore pesa kg 443 ed è larga 92 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel
1939 in sostituzione del precedente della metà del XIX secolo.
Filippini: la torre del secolo XVIII ospita un concerto di 6 campane in Sol3. La maggiore pesa kg
498 ed è larga 95 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1933 in sostituzione del precedente terzo
ottocentesco. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia
(oggi Scuola campanaria Verona).
S. Teresa agli Scalzi:la torre del secolo XVII ospita un concerto di 5 campane in Lab3 (La3 calante).
La maggiore pesa kg 386 ed è larga 88 cm. Complesso originario fuso da Selegari nel 1825 in
sostituzione delle precedenti campane barocche.
S. Eufemia: torre del secolo XV che ospita un concerto di 6 campane in Fa3. La maggiore pesa kg
590 ed è larga 102 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1886 in sostituzione delle precedenti
campane barocche e realizzato come voto per la liberazione dal colera. Presente un gruppo
campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria
Verona).
S. Maria della Scala: torre del secolo XIV che ospita un concerto di 5 campane in Fa3 (Fa#3
calante). La maggiore pesa kg 665 ed è larga 104 cm. Complesso di particolare pregio composto da
bronzi fusi negli anni 1444 (opera di Gasparino), 1547, 1827 e 1894. I bronzi erano già cinque nel
XVI secolo. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia
(oggi Scuola campanaria Verona).
S. Bernardino: torre del secolo XV che ospita un concerto di 6 campane in Mi3. La maggiore pesa
kg 771 ed è larga 110 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1907 in sostituzione delle precedenti
campane barocche fuse dal Pesenti nel suo laboratorio ove oggi sorge la farmacia "due campane".
S. Leonardo: torre del secolo XII che ospitava un concerto di 9 campane in Fa3 (Fa#3 calante). La
maggiore pesa kg 523 ed è larga 98 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1919 in sostituzione di
due antiche campanelle. Oggi le campane sono trasferite nella parrocchia di Gesù Divino
Lavoratore in b.go Roma, sobborgo di Verona.
S. Nicolò all'Arena: torre del secolo XVII che ospita un concerto di 6 campane in Si2 (Do3 calante).
La maggiore pesa kg 1822 ed è larga 147 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L.
nel 1930 in sostituzione del precedente seicentesco opera del Pesenti, parzialmente ancora
conservato e funzionante in torre.
S. Carlo: la torre del XVI secolo ospita un complesso di 5 campane in Fa4. La maggiore pesa kg 70
ed è larga 50 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1940 in sostituzione dei precedenti bronzi
ottocenteschi. Il concerto è il più piccolo suonabile a sistema veronese ed è montato su telaio ligneo.
Sorelle della Misericordia: la torre del XX secolo ospita un concerto di 5 (oggi 3) campane in Re4.
La maggiore pesa kg 153 ed è larga 64 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1940.
Borgo Nuovo: la torre del XX secolo ospita un concerto di 6 campane in La3. La maggiore pesa kg
317 ed è larga 83 cm. Complesso fuso da Colbachini Pd nel 1950. Presente un gruppo campanario
poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona).
S. Toscana: la torre del secolo XX ospita un concerto di 5 campane in Reb4. La maggiore pesa kg 170 ed è larga 66 cm. Complesso fuso da Crespi nel 1952 in sostituzione dei precedenti bronzi
ruffiniani settecenteschi.
S. Teresa - Tombetta: torre del secolo XX che ospita un concerto di 9 campane in Mib3. La
maggiore pesa kg 992 ed è larga 119 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Colbachini Pd nel
1955.
Per maggiori approfondimenti si invita alla lettura di Patria N., Santa Anastasia in Verona, il canto
della torre, 2013 (Biblioteca Civica di Verona) Tommasi - Mauli, In Cammino, Verona 1993
(Biblioteca Civica di Verona) Tommasi G., Arte Campanaria, Verona 1983 (Biblioteca Civica di
Verona) Mauli, Consolaro, Tommasi, Campane nei Secoli 1991 ANBIMA (Biblioteca Civica di
Verona) Sancassani P., Le mie campane, Verona, 2001, (Biblioteca Civica di Verona) Franzoni L.,
Fonditori di campane a Verona dal XI al XX secolo, Cortella, Verona, 1979, (Biblioteca Civica di
Verona) Rodriquez G., Il Segno, Grafiscan, Verona, 2017 (contiene, in parte schematica e
riassuntiva, anche alcuni principali elementi dei precedenti testi, di più difficile reperibilità) ed è
reperibile presso la Biblioteca Civica di Verona